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Arte e linguaggi visivi

Imparare a vedere Ŕ il tirocinio pi¨ lungo in tutte le arti. (Flli De Goncourt, 1850 ca)

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Andiamo a Canossa!

Andiamo a Canossa!

L’invito, naturalmente, vuole esortare a tuffarci nel medioevo e a visitare il cuore delle splendide terre Matildee, connotate dal profilo di castelli, pievi e di borghi storici. Ci muoviamo in un’area piuttosto vasta che ha il suo centro nella provincia di Reggio Emilia, ma si estende anche alle province di Parma, Modena, e Ferrara: queste terre conservano tracce dell'impianto territoriale e delle fortificazioni risalenti ai Canossa.

Canossa

Rex rogat abbatem, Mathildim supplicat atque. Miniatura del codice originale della Vita Mathildis di Donizone di Canossa (sec. XII). Biblioteca Vaticana, Roma. Cod. Vat. lat. 4922 (1115).


Siamo all’inizio del Medioevo. La contessa Matilde di Canossa nasce nel 1046 nel Mantovano, e a soli sei anni eredita un patrimonio di terre che vanno dal Lazio al Lago di Garda: diviene col tempo una potente feudataria. Cugina in secondo grado dell’imperatore Enrico IV, appoggia il papa Gregorio VII nello scontro tra Papato e Impero per le investiture. Si trova così a fare da intermediaria tra Enrico che vuole affermare il suo potere assoluto, e il pontefice che si pone al di sopra di ogni investitura terrena. Al culmine della disputa, il papa lancia una scomunica all’imperatore, di fatto destituendolo. Nel gennaio del 1077 Enrico IV trascorse tre giorni e tre notti dinnanzi al portale d’ingresso del castello di Matilde a Canossa: in ginocchio nella neve, vestito del solo saio, l’imperatore chiedeva la revoca della scomunica e il perdono del papa, e l’ottenne grazie all’intervento di Matilde. L’umiliazione di Enrico è però solo di facciata. La lotta tra i due riprende dopo poco e Matilde stessa ne fa le spese. Vive in solitudine e ritirata nei suoi possedimenti, finché il nuovo imperatore Enrico V la nomina Vice Regina d’Italia. A difesa delle terre Matildee era stato eretto un possente sistema di fortificazioni. La prima fase costruttiva di rocche e castelli si ebbe a opera della famiglia degli Attonidi, da cui Matilde discendeva, allo scopo di rafforzare i confini settentrionali del feudo, tra il Taro e il Reno. È probabile che i castelli Matildici siano stati eretti in parte potenziando strutture preesistenti. Le linee fortificate, soprattutto nel reggiano, si susseguono da ovest a est su differenti quote: il castello di Canossa, per esempio, si trova lungo una linea di difesa intermedia, mentre Il castello di Bianello si affaccia direttamente sulla pianura, pronto ad affrontare il primo assalto nemico proveniente dal nord.

(continua nell'allegato)

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